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Aleatico Doc

Aleatico Doc Solo di recente è stata ottenuta la Denominazione di Origine Controllata Elba per questo nobile vino che rende forti e sani come dichiarò Napoleone.

Per ottener il marchio di qualità, i produttori elbani hanno ammodernato le loro aziende e si sono adeguati alle norme dei disciplinari (come dal D.M. 09/07/67 e G.U. n. 200 del 10/08/67).

Sono cambiati, in molti casi, i sistemi di coltura della vite, quelli di vinificazione, nonché l'affinamento e l'imbottigliamento. In alcune cantine è possibile però degustare ancora il vino che ha subìto l'appassimento delle uve in cannicciati esposti al sole e coperti da teli durante la notte per proteggerli dalla rugiada.

Le origini di questo vino hanno radici antiche. I primi a far conoscere quest'uva, dai sentori aromatici, tipici della loro enologia, furono i greci antichi, ma i romani introdussero massivamente la coltivazione dei vitigni Aleatico, favoriti anche dal suolo ricco di fosforo, ferro e arsenico, nonché dal clima mite e dal sole caldo dell'Elba. Napoleone, poi ne fece il suo vino preferito e gli dette lustro e fama tornato in Francia dopo il suo esilio nell'isola.

Secondo il disciplinare di produzione, l'Aleatico dell'Elba deve essere prodotto per il 100% con uve Aleatico che appartengono a quelle con sapore di tipo moscato. Con una maturazione tardiva e una produttività bassa, la produzione dell'aleatico risulta limitata. Oggi, nonostante la ripresa del turismo di alta qualità, alla ricerca di valori e tradizioni, appena 5/6 ettari dell'isola sono dedicati ai suoi vitigni. L'istituzione del marchio DOC ha reso possibile gustare ancora questo vino affinato in piccole botti di rovere fino a 5/7 anni.

SCHEDA TECNICA

Uvaggio: Aleatico 100% con appassimento all'aria fino a un titolo zuccherino minimo del 28%. Resa massima per ettaro: 60 quintali. Produzione massima di uva per ceppo: 2 Kg.

Grado alcolico: Minimo 16° di cui almeno 13° svolti.

Profumo: Fruttato con sentori di prodotti di sottobosco che qualche anno di invecchiamento alle spalle può donare.

Colore: rosso rubino, talvolta cupo e intenso.

T° di servizio: 10°/12°C

Abbinamenti: Da vino da meditazione senza alcuno specifico accostamento ma sempre a fine pasto. Un abbinamento lodevole può essere quello con la pasticceria e a pasta dura farcito con confettura di frutta rossa, preferibilmente ciliegia o amarena. Da provare anche con il pecorino accompagnato da miele amaro di corbezzolo.

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